CRIMINI DI GUERRA A GAZA

Ex ministra israeliana sfugge a Scotland Yard

domenica 03 luglio 2016 ore 16:40

In una mossa senza precedenti, in Gran Bretagna Scotland Yard ha convocato per un interrogatorio per sospetti crimini di guerra l’ex ministra degli esteri israeliana Tzipi Livni, approfittando di una sua visita a Londra.

La Livni, oggi leader del partito Unione Sionista, è riuscita a evitare la convocazione in extremis grazie all’intervento della diplomazia israeliana.

La richiesta degli investigatori britannici risale a giovedì scorso ma la notizia è trapelata solo oggi. L’interrogatorio riguardava l’operato dell’esercito israeliano durante l‘operazione Piombo Fuso a Gaza a cavallo fra il 2008 e il 2009. La Livni – commentando l’accaduto – ha ripetuto: “Sono fiera delle decisioni prese allora”.

Le autorità israeliane avevano appena festeggiato l’accordo con la Turchia che ha chiuso l’incidente della nave Mavi Marmara nel 2010, quando l’esercito israeliano uccise diversi attivisti turchi diretti a Gaza.

Ma questa convocazione della Livni dimostra che i leader israeliani non sono immuni da rischi durante i viaggi all’estero. Livni era atterrata a Londra per partecipare a una conferenza, dunque il viaggio era considerato “visita privata”. Il ministero degli esteri israeliano le ha subito organizzato un incontro con un diplomatico britannico, trasformando il suo soggiorno in “vista di Stato” e permettendole di invocare l’immunità.

Scotland Yard ha revocato la convocazione spiegando che sarebbe stato un interrogatorio su base volontaria.

Anche in passato politici e militari israeliani hanno rischiato l’arresto durante viaggi in Gran Bretagna, perché anni fa era possibile per chiunque sporgere denuncia per crimini di guerra presso le corti inglesi, invocando l’arresto immediato.

Dal 2011 non è più possibile farlo se non c’è il consenso del procuratore generale britannico, consenso che di solito non viene accordato. Le nuove norme però non riguardano le visite considerate “private”. L’ex ministro della Difesa israeliano Shaul Mofaz aveva rischiato l’arresto un anno fa quando era andato a Londra – da privato cittadino – per una conferenza.

Aggiornato lunedì 04 luglio 2016 ore 18:36
TAG
MondoGazaIsraele