Editoria

Salone del Libro, la contesa Milano/Torino

giovedì 14 luglio 2016 ore 09:57

Non c’è alcuna decisione. Gli editori staranno là dove ci saranno le migliori condizioni.”

Così si è espresso Federico Motta, presidente Aie (Associazione Italiana Editori), dopo il suo incontro con i responsabili istituzionali piemontesi. Il tema è quello, che si trascina ormai da mesi, del Salone del Libro, della sua prossima sede e funzione.

Gli editori italiani, o almeno settori del mondo editoriale italiani, sono ormai apertamente insoddisfatti per la gestione del Salone del Libro di Torino. Accusano l’organizzazione di aver tenuto in considerazione soprattutto logiche di potere territoriale, e non gli interessi degli editori. La situazione è ulteriormente precipitata dopo il terremoto che ha colpito i vertici della Fondazione che ha gestito l’evento Salone: il segretario generale della Fondazione, Valentino Macri, da lunedì è in carcere insieme con Regis Faure, l’amministratore delegato di Gl Events, gruppo francese proprietario dei padiglioni del Lingotto.

In visita a Torino, la delegazione dell’Aie guidata da Motta ha sostanzialmente incassato un via libera incondizionato dai vertici istituzionali piemontesi – la sindaca Chiara Appendino e il presidente della Regione Sergio Chiamparino – che vogliono che la manifestazione resti a Torino. Appendino e Chiamparino si sono detti disponibili a staccare il Salone dalla Fondazione per il Libro, la Musica, la Cultura, affidandone la gestione direttamente agli editori.

“Stiamo definendo una proposta che prenda l’affidamento della gestione del Salone fuori dalla Fondazione, che rimarrebbe operativa per eventi di carattere pubblico legati al territorio” ha detto Chiamparino, che però ha chiesto agli editori un impegno di almeno tre anni per il Salone a Torino.

Oggi Motta e gli editori incontreranno il ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini, che nei giorni scorsi si era espresso perché il Salone resti a Torino.

Domani, venerdì, gli editori vedranno invece l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno. Questo sarà, con ogni probabilità, l’incontro decisivo. Milano rappresenta infatti la vera alternativa a Torino; a Milano si guarda per costruire “un Salone di respiro nazionale e internazionale, che sia aperto al grande pubblico, ma capace di attrarre tutto il mondo che ruota intorno al libro”. Sono parole di Motta, che sinora non ha mai fatto esplicitamente il nome della città lombarda, nei fatti la sede più gettonata per questo tipo di visione. A Milano è presente il cuore dell’editoria italiana. Milano presenta una rete di fiere, eventi, manifestazioni che potrebbe fare da corollario all’evento Salone. Il progetto sarebbe quello di una rassegna nei padiglioni di Rho Pero di Fiera Milano, già nella primavera 2017, con un rafforzamento e ampliamento di una manifestazione romana, “Più libri più liberi” e una fiera itinerante al Sud, con Bari prescelta per il 2018.

Di questo si discuterà domani con l’assessore Del Corno. La decisione dovrebbe comunque essere imminente. Fiera Milano fa pressioni sugli editori preme, vorrebbe arrivare a una decisione già entro la fine di luglio.

Sulla questione del Salone del Libro, Radio Popolare ha intervistato lo scrittore ed editore Francesco Cataluccio.

CATALUCCIO

Aggiornato venerdì 15 luglio 2016 ore 13:45
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