la mafia sul litorale

Roma, operazione “Ultima spiaggia”

mercoledì 27 luglio 2016 ore 13:59

“Ultima spiaggia”, si chiama così l’operazione della Guardia di Finanza di Roma che questa mattina ha passato al setaccio il Porto turistico di Ostia ponendo i sigilli ad attività commerciali e servizi.

Un’operazione ingente che ha portato al sequestro di 531 unità immobiliari – tra le quali alcuni stablimenti balneari molto noti del litorale romano (come «Hakuna Matata» e «Plinius») – 19 società, appartamenti, negozi, locali, 11 auto una barca per  un valore di 450 milioni di euro.

Il sequestro è stato disposto dal Tribunale di Roma, sezione misure preventive, ed arriva al termine di indagini economiche e finanziarie che hanno passato al setaccio l’attività di Mauro Balini, imprenditore molto noto ad Ostia, già coinvolto in un altra indagine per truffa e bancarotta fraudolenta.

L’operazione di oggi ha evidenziato connivenze tra Balini ed esponenti della malavita organizzata, fortemente interessati ad estendere e radicare sempre pùi loro interessi economici leciti ed illeciti, sul quel quadrante di città, superando ogni limite imposto dalla legge.

Dalle intercettazioni emerge che l’imprenditore aveva rapporto consolidati con esponenti dei clan emergenti, ad uno dei quali aveva assegnato oltre che la gestione della sicurezza all’interno del Porto Turistico, anche attraverso società prestanome spazi demaniali a costo irrisorio.

Tutto ciò accade nel territorio del X Municipio, dove l’Assemblea consigliare cittadina è stato sciolta per mafia, e l’ex Presidente arrestato per il suo coinvolgimento con Mafia Capitale. Una parte di Roma dove vivono più di 300.000 cittadini, e dove a causa del Commissariamento alle ultime elezioni amministrative non si è votato. A guidare il Municipio ad oggi rimane il Prefetto Domenico Vulpiani.

I PRECEDENTI DI MAURO BALINI – La prime inchieste su Balini sono del 2014: “Alba” e “Tramonto” le aveva ribattezzate la Procura di Roma, che già lavorava su di lui da undici anni. Due i capi d’imputazione: aver fatto sparire 30 milioni di euro in conti nascosti chissà in quale paradiso fiscale e aver corrotto l’ex consigliere comunale implicato in Mafia Capitale Luca Gramazio. In quell’occasione, Balini era finito in carcere. Oggi di lui i pm scrivono che l’imprenditore è “contiguo ad ambienti malavitosi operanti sul litorale di Ostia e in costante collegamento con personaggi di notevole spessore criminale”. Come allora, il problema sono “anomale operazioni finanziarie”.

di Maria D’Amico

Aggiornato giovedì 28 luglio 2016 ore 08:18
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