La guerra nel M5s

Lombardi abbandona il mini-direttorio 5stelle

giovedì 14 luglio 2016 ore 20:09

Roma - Niente correnti come negli altri partiti, niente liti soprattutto se queste si rispecchiano nei ritardi quando si deve creare una giunta. Nel conflitto che si era aperto tra Virginia Raggi e Roberta Lombardi, a perdere è stata la seconda. La deputata, ma anche potente esponente del Movimento a Roma lascia l’incarico nel mini-direttorio, rendendo più libera Virginia Raggi nelle decisioni che dovrà prendere.

Lombardi nega liti o frizioni con la sindaca, ma l’abbandono avviene qualche giorno dopo l’incontro tra Raggi e Beppe Grillo. Una sorta di premiazione sul campo da parte del capo del Movimento per la sindaca, che subito dopo la sua vittoria, aveva fatto capire che le regole imposte dal direttorio le stavano strette e avrebbe voluto una maggiore autonomia nella scelta degli assessori, senza soccombere a quelle dinamiche di correnti, con candidati scelti e imposti da altri.

Il direttorio comunque rimane, anche se privo della rappresentante che in questi mesi ha avuto più occasioni di conflitti e con la sindaca. Le tensioni erano esplose nelle settimane in cui Virginia Raggi doveva completare la giunta, che a Torino, dove non esiste questo schema di controllo da parte dei parlamentari del territorio, era già stata completata.

Il caso è nato con la nomina di Daniele Frongia e poi di Daniela Morgante, due nomi sui quali le due donne non si sono trovate d’accordo per i ruoli a cui erano stati candidati. Quello scontro ha acuito le differenze, e l’insofferenza di Virginia Raggi. Nei giorni scorsi Grillo ha incontrato la sindaca e altri parlamentari, ma non Roberta Lombardi.

Per Grillo Roma è fondamentale, e vorrebbe evitare liti interne e conflitti, quando invece ci sarebbe per lui da giocare la carta del Movimento non solo nella Capitale, ma per il Governo, quando ci saranno le politiche. Poche tensioni, e una maggiore autonomia per la sindaca, il che non vuol dire che è libera di fare di testa sua. Dall’incontro con Grillo è più probabile che si sia rafforzato l’asse Roma-Milano, tra il Campidoglio e la Casaleggio associati.

Aggiornato lunedì 21 novembre 2016 ore 16:55
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