operazione Alchemia

Le cosche mettono le mani sul Terzo Valico

martedì 19 luglio 2016 ore 14:55

Dagli affari in Calabria fino al Terzo Valico dell’Alta velocità. Continuano gli arresti di affiliati alle cosche Raso-Gullace-Albanese di Cittanova (Rc) e Parrello-Gagliostro di Palmi (Rc). Tutto comincia con le inchieste della Dda di Reggio Calabria sui legami tra politica (locale e nazionale) e cosche. Due sono le operazioni, ravvicinate, che si sviluppano: “Mammasantissima”, sulla Cupola della ‘ndrangheta e “Alchemia”, l’operazione di oggi, che svela il braccio dell’organizzazione che lavorava in Liguria.

Al centro, c’è sempre Antonio Caridi, senatore di Gal, “punto di riferimento della ‘ndrangheta” secondo i magistrati, per il quale il gip ha ritenuto che le accuse dell’ultima ordinanza fossero già assorbite nell’ordinanza emessa con l’operazione Mammasantissima. Caridi garantiva raccomandazioni, “aggiustamenti”, favori attraverso cui vincere appalti ed evitare controlli. S’ipotizza ce siano “cambiali da pagare”, visto l’impegno delle cosche per la sua elezione nel Consiglio regionale calabrese nel 2010. La Giunta per l’autorizzazione a procedere del Senato dovrà approvare l’arresto del parlamentare. Con Alchemia sono 42 le ordinanze di custodia cautelare emesse. I reati vanno dall’associazione mafiosa al concorso esterno con la ‘ndrangheta passando per la corruzione e l’intestazione fittizia di società . L’inchiesta è stata condotta in due fasi: una prima, in cui è intervenuta la Dia di Genova, insieme ai centri operativi di Roma e Reggio e una seconda, in cui è intervenuto il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, la Squadra Mobile di Genova, Savona e Reggio.

L’organizzazione criminale gestiva società che operano nei settori più diversi: sale giochi, movimento terra, edilizia, import-export, lavorazione marmi, trasporti, smaltimento rifiuti. Tutte gestite da prestanomi, riconducibili, in ultima istanza, alla casa madre in Calabria. La “filiale” ‘ndranghetista ligure partecipava anche ad incontri in Calabria, in particolare a Gioia Tauro, dove è stato deciso d’infiltrarsi nei subappalti per la linea ferroviaria del Terzo Valico.

Aggiornato mercoledì 20 luglio 2016 ore 17:28
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