Parla Pierpaolo Romani

Juve, infiltrazioni mafiose negli ultras

lunedì 11 luglio 2016 ore 19:54

“L’inchiesta della Procura di Torino dimostra che le mafie hanno interesse anche per società importanti”. Pierpaolo Romani è coordinatore nazionale di Avviso Pubblico. È autore di Calcio criminale, un libro del 2012 che racconta come le organizzazioni criminali utilizzano lo sport più seguito d’Italia. A Torino, il gip ha ordinato 18 ordinanze di custodia cautelare ad alcuni dei capi ultras storici dei bianconeri. Le accuse: Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa armata, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto di armi, danneggiamento aggravato, incendio, sequestro di persona e tentato omicidio.

Il clan che avrebbero messo le mani su parte delle curve della Juve sarebbero i Pesce-Bellocco, nella sua ramificazione piemontese dei Dominello. I nomi ricorrono già dall’epoca dell’operazione San Michele, di due anni fa. Nell’ultima settimana, la vicenda si sta facendo sempre più inquietanti. Raffaello Bucci, 41 anni, capo ultras dei Drughi, il 10 luglio si getta da un viadotto lungo l’autostrada Torino-Savona. Suicidio, è l’ipotesi dei magistrati. Giusto il giorno prima Bucci era stato sentito dai magistrati in merito all’infiltrazione mafiosa nella curva dei Drughi. Un altro teste, sempre capo ultras, è scomparso da una settimana. Anche Geraldo Mocciola, così si chiama, doveva essere ascoltato dai magistrati.

Non si sa che cosa abbia raccontato Bucci. L’argomento doveva essere il racket dei biglietti e del bagarinaggio, la gestione della sicurezza, le pressioni per permettere al figlio del boss Bellocco di Rosarno di fare un provino alla Juventus. Bucci, ed è il lato più inquietante, era un consulente esterno della Juventus calcio. “Il calcio è il brodo di coltura di questa visione mafiosa”, aggiunge Romani.

“Controllare la curva significa controllare pezzi di territorio. Significa avere l’opportunità di entrare in contatto con i vertici delle società”, prosegue Romani. Ed è anche quanto avvenuto a Torino: il dg della Juve Marotta avrebbe incontrato Bucci e uno dei leader della curva arrestati, Fabio Germani. Marotta non è indagato ed è probabile che non sapesse esattamente le amicizie della persona che aveva davanti.

Il ruolo degli infiltrati all’interno delle curve è funzionale alla pubblicità delle cosche: “Ci sono boss latitanti, soprattutto a Napoli, che hanno sempre cercato di farsi fotografare con qualche idolo calcistico”, aggiunge Romani. Nei quartieri più poveri di città come Napoli, raccontano i magistrati partenopei in indagini di quasi dieci anni fa, girano fotografie di boss insieme a caliatori come fossero santini. Nelle serie minori, per le quali l’interesse delle mafie è ormai noto da tempo e molto visibile, il clacio è un moltiplicatore di consenso. Mostra fino a quanto un mafioso può vestire i panni dell’idolo, del mito popolare.

Ascolta l’intervista completa a Pierpaolo Romani

Pierpaolo Romani

Aggiornato martedì 06 dicembre 2016 ore 13:59
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