nostra intervista

Il Messico di Paco Ignacio Taibo II

domenica 10 luglio 2016 ore 05:58

Abbiamo intervistato Paco Ignacio Taibo II per parlare con lui della lotta dei maestri della CNTE.

Cosa pensi della lotta del Coordinamento Nazionale dei Lavoratori dell’Educazione contro la riforma dell’istruzione del governo di Peña Nieto?

Paco Ignacio Taibo II – Guarda, questa è una lotta lunga, molto lunga, che nel corso dell’ultimo anno e mezzo, è diventata sempre più tesa, nella misura in cui il governo tenta di imporre, sotto la copertura di una riforma scolastica, una riforma burocratico-lavorativa per reprimere il magistero. Un settore che non è mai riuscito a controllare. In risposta, il magistero ha unito settori sempre più importanti tra gli insegnanti di tutto il paese e si sta confrontando, di fronte ad una chiusura assoluta,con  il governo che si rifiuta di dialogare sulla “riforma”, quella che sta cercando di imporre. Il governo sta rendendo la situazione sempre più tesa, ci sono state rappresaglie, licenziamenti, minacce, l’arresto di alcuni leader sindacali degli insegnanti, fino ad arrivare all’attacco della polizia contro la popolazione di Nochixtlán, e altre comunità nella vicinanza, che stavano bloccando l’accesso alla capitale dello stato di Oaxaca. Il governo ha dato ordine di sparare su manifestanti, su organizzazioni magisteriali e popolari che stavano facendo i blocchi stradali.

In questo senso, ci troviamo di fronte al delirio del governo neoliberale di Peña Nieto che cerca di imporre delle riforme che, come le altre realizzate negli ultimi tre anni, quella energetica, la legge sulle spiagge, la legge del lavoro, ecc eccstanno tagliando in modo brutale i diritti acquisiti, nel corso degli anni, dal popolo di questo paese.

Ricordi un fatto, come quel che è successo a Oaxaca domenica, dove la polizia, dopo poche ore, ha detto ai media che sì che avevano armi da fuocoe che spararono?

Paco Ignacio Taibo II – È che questa storia è ridicola. Non esiste una singola fotografia di manifestanti con armi da fuoco. Tutte le fotografie registrano la presenza di poliziotti armati sparando. La battaglia è durata sei ore! Di cosa stanno parlando? C’è stato un ordine, che viene dall’alto dell’apparato statalemessicano, di sparare sulla popolazione.

Si certo, io chiedevo se ricordi episodi in cui la polizia ha dovuto dire che davvero ha usato le armi

Questa è come tutte le altre notizie, viene prodotta una narrazione non ufficialeche poco a poco grazie a sempre più testimonianze e prove foto e video dimostra he la versione ufficiale è, come al solito, falsa.

La scuola pubblica, in Messico, è pubblica, laica e gratuita, no?

Paco Ignacio Taibo II – Così è e così vogliamo che rimanga.

Pensi che Peña Nieto, con la sua idea neoliberale, dietro alla mal celatariforma scolastica, nasconda l’idea di distruggere la scuola pubblica?

Paco Ignacio Taibo II – Sì, più che l’idea di distruggere la scuola pubblica, l’idea è quella di tagliare alcuni dei progressi fondamentali della scuola pubblica. In particolare, l’offensiva è contro l’educazione contadina. Pensa che la maggior parte dei maestri di Oaxaca che fanno parte del movimento, sono maestriindigeni e che insegnano nelle comunità a gruppi integrati. Vale a dire, insegnanoin classi dove ci sono bambini dai dodici ai sei anni, che devono percorrere chilometri per raggiungere le scuole e che, in molti casi, sono bilingue, parlanomixteco o zapoteco oltre a parlare spagnolo. La lotta contro questo modello di educazione indigena, che è nato a partire dal cardinismo negli anni ’30, è brutale. Il governo non ha alcun interesse a proteggere le scuole normali rurali. L’offensiva contro quella di Ayotzinapa ne è un paradgima. La volontà è rompere la ciclicità: giovani partono da una piccola comunità, vengono istruiti gratuitamente per tre anni nelle normali rurali, e po tornano alla comunità come professori.

Questo, all’apparato statale non interessa ed è una parte dell’offensiva generale. Parallelamente, c’è una forte pressione, da parte di gruppi aziendali, per dare maggiore spazio all’istruzione privata. Questa pressione si fa sentire molto di più sulle scuole superiori. Il governo si è preso gioco della lotta in difesa della scuola pubblica. Infatti una parte del denaro destinato a finanziare l’istruzione superioreè stato reindirizzato all’istruzione privata grazie al meccanismo degli airbags. C’è un aggressione contro l’istruzione pubblica, dai livelli dell’insegnamento di base, che sono quelli che oggi sono maggiormante in lotta, fino ad arriva all’istruzione superiore e quindi universitaria.

In Italia sembra che questa riforma sia solo un modo per trasformare il lavoro all’interno della scuola pubblica.

Paco Ignacio Taibo II – Sì, la riforma è una riforma che non ha elementi educativi, che non discute della qualità delle scuole, che non parla di programmi di educazione, che non parla di libri gratis. Si tratta di una riforma burocratica, che crea un apparato burocratico che controlla gli insegnanti.

Con il governo di Peña Nieto, il Messico sembra un luogo meno sicuro di prima. C’è più violenza, più repressione da parte della polizia o è solo un’impressione, perché siamo lontani?

Paco Ignacio Taibo II – La sicurezza è una cosa e la tensione sociale è un’altra. Non vi è dubbio che le riforme imposte dal governo di Peña Nieto abbiano creato un livello di tensione sempre maggiore. Ieri, nell’accampamento dei maestri in sciopero a Città del Messico, veniva annunciato lo sciopero nazionale delle infermiere e degli infermieri visto che “la riforma” sta cercando di distruggere la certificazione professionale di infermieri e infermiere, nell’apparato dellasicurezza sociale che copre tutto il paese. È in arrivo una riforma, con aumenti delle tasse per le classi medie, basse e per le classi popolari nel settore commerciale. C’è il disastro della riforma energetica che ha derubato i messicani della proprietà petrolifera. Stanno dunque rendendo la situazione sempre più tesa, in nome di un progetto neoliberale, che applicano come se fosse la lorobibbia.

Pensi che ci sia una rete, una continuità tra la lotta per i 43 di Ayotzinapa e per le maestre e i maestri della CNTE?

Paco Ignacio Taibo II – Senza dubbio. Inoltre, non solo sono solo in rete, ma sono anche legati come lo sono tutti quei conflitti che hanno a che fare con l’imposizione e l’opposizione al progetto neoliberale che, in Messico, è evidente. Il neoliberalismo non è solo cedere parte delle proprietà nazionale ai privati, ma è anche un meccanismo di corruzione virulento.

Oggi ho letto che il ministro degli interni messicano pensa che adesso sì che può incontrarsi con la CNTE, domani, mercoledì 22 giugno. Pensi che questo sia in qualche modo positivo?

Paco Ignacio Taibo II – Guarda, il punto è questo: avevano rifiutato, per due settimane, qualsiasi forma di dialogo. E adesso, spaventati dalla brutalità della repressione – perché è brutale! Ci sono centinaia di feriti compadre! Ci sono centinaia di feriti, otto morti già calcolati, bambini scomparsi, quasi trentapersone scomparse in sei comunità, stato d’assedio nella città di Oaxaca, elicotteri sorvolano le città, pattuglie della polizia percorrono le strade e decretano lo stato d’assedio, che è illegale perché, se non c’è stato di guerra, non si può imporre lo stato d’assedio – quindi c’è uno stato con un’effervescenza tremenda, ma ci sono mobilitazioni praticamente nella metà del paese. Quindi,adesso spaventato dalla sua stessa brutalità, lo stato messicano  annuncia che si è il momento che si apra il dialogo.

Grazie mille.

Intervista realizzata da Andrea Cegna

Aggiornato mercoledì 13 luglio 2016 ore 08:09
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