SUICIDI A FRANCE TéLéCOM

I dirigenti accusati di “molestie morali”

venerdì 08 luglio 2016 ore 06:00

Era il dicembre 2009 quando il sindacato francese SUD-PTT sporse denuncia contro la France Télécom, la maggiore impresa di telecomunicazioni in Francia, per “metodi di gestione di una brutalità straordinaria” e “per aver messo in pericolo vite altrui”, dopo l’ondata di suicidi che aveva riguardato l’azienda a partire dal 2006.

Da allora, per quattro anni, l’ex giudice istruttore Pascal Gand ha passato al setaccio migliaia di mail, analizzato PowerPoint, interrogato decine di impiegati e dirigenti. L’inchiesta adesso è terminata. Con un documento di 193 pagine firmato il 22 giugno, il procuratore della Repubblica di Parigi è categorico: sette ex dirigenti di France Télécom devono essere portati in tribunale penale per “molestie morali” sul posto di lavoro.

Tra gli ex dirigenti, Didier Lombard, ex numero uno della France Télécom, il suo ex braccio destro Louis-Pierre Wenes e l’ex responsabile Risorse Umane, Olivier Barberot dovrebbero rispondere di questa accusa.

Allora, gli obiettivi della France Télécom, divenuta Orange SA nel 2013, erano chiari e tutti i dirigenti ne erano al corrente: entro tre anni 22.000 impiegati avrebbero dovuto lasciare l’azienda, altri 14.000 sarebbero stati trasferiti, praticamente una persona su tre. Di contro, sarebbero state assunte 6.000 persone.

Le conseguenze di questo piano furono drammatiche: 60 suicidi in tre anni, di cui 35 soltanto tra il 2008 e il 2009.

Per il procuratore, prima di tutto, bisogna giudicare un sistema intero, quello della “politica della sedia vuota”. In quegli anni, a France Télécom, “le molestie morali” la facevano da padrone. I dirigenti erano formati a dovere per mandare via le persone e mettere la giusta pressione sugli impiegati. Ogni pretesto era buono per farli crollare: dare a delle madri di famiglia un posto a due ore di strada da casa, dare a un altro responsabilità nettamente inferiori rispetto a quelle che aveva prima o “dimenticare” degli impiegati durante un trasloco, lasciandoli per settimane senza sedia o scrivania. Tutto questo a che pro? Un bonus a fine anno per ogni impiegato mandato via.

La legge in Francia prevede che, secondo l’articolo 222-33-2 del codice penale, chiunque “molesti qualcuno ripetutamente avendo come obiettivo o come effetto un degrado delle condizioni di lavoro” è condannato a un anno di prigione e a pagare una multa di 15.000 euro”.

Si aspetta allora che venga effettivamente provato che gli ex dirigenti della France Télécom hanno commesso il reato di “molestie morali”, peggiorando volutamente le condizioni di lavoro dei loro impiegati. E, secondo la procura, di prove che incriminano i dirigenti, ce ne sono a iosa.

Aggiornato venerdì 08 luglio 2016 ore 15:36
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