Il padiglione della rancia a Expo, costruito dal consorzio di cooperative coinvolto nell'inchiesta
L'inchiesta

Arresti a Milano, favoriti clan mafiosi per Expo

mercoledì 06 luglio 2016 ore 12:03

Reati tributari, riciclaggio e associazione a delinquere con l’aggravante della finalità mafiosa.

Con queste accuse 11 persone, tra cui un avvocato, sono state arrestate stamani nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Milano.

Agli arrestati sarebbero riconducibili alcune aziende cui erano stati affidati appalti per l’Expo.

Al centro dell’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini, vi è il consorzio di cooperative Dominus Scarl, specializzato in allestimenti di stand, che aveva ricevuto da Fiera Milano il sub appalto di alcuni stand e lavori – tra i quali il padiglione della Francia e della Guinea.

Le società del consorzio, secondo le ipotesi degli inquirenti, sarebbero state intestate a prestanome di Giuseppe Nastasi, arrestato insieme al collaboratore Liborio Pace e al noto penalista messinese Danilo Tipo.

Le società coinvolte ricorrevano a un sistema di fatture false per creare fondi neri. Il denaro era poi riciclato in Sicilia, dove gli indagati avevano legami con la famiglia di Cosa Nostra dei Pietraperzia.

Aggiornato venerdì 08 luglio 2016 ore 09:14
TAG