Le reazioni dopo il voto

“Non sono contento”. Renzi alla resa dei conti

martedì 07 giugno 2016 ore 06:05

Roma - Nessuna ripercussione sul governo, nessun campanello d’allarme sul referendum. Matteo Renzi sceglie ancora lo schema delle due pagine distinte, quella nazionale e quella locale, e il dato delle amministrative riguarda solo quest’ultima. Ma nello stesso tempo ammette di non essere contento. Avrebbe voluto di più. Il dato del Pd nelle città più importanti non è quello sperato e ora bisogna correre ai ripari. Comincerà con Napoli, dove la sconfitta è la più evidente, commissariando il partito. Ma deve affrontare anche altro, deve capire se una gestione personalistica del partito e della campagna referendaria del prossimo autunno paga e se l’alleanza con Denis Verdini e Ala anche in versione amministrativa sia vantaggiosa o controproducente.

Il Presidente del Consiglio è apparso nervoso in conferenza stampa, sulla difensiva e troppo ironico nei confronti  dei Cinque Stelle, segno che è proprio il Movimento di Grillo, una forza antisistema che però si prepara a governare la capitale, a preoccuparlo per il futuro. E’ vero, come ha spiegato, che se alle elezioni politiche prendesse il 40% come in alcune città ci metterebbe subito la firma, ma l’immagine del suo governo non è più quella dell’anno scorso, appare più sbiadita e stanca. “Se molti hanno scelto il voto di protesta, dovranno allora votare sì al referendum- dice Renzi – perché noi vogliamo cambiare le cose”. In fondo continua ad essere quella la preoccupazione principale, il referendum. E proseguirà a personalizzare quel voto, perché se non lo farà lui, lo faranno gli altri.

Certo si aspettava di più, se a Roma è stato un mezzo miracolo, a Milano forse si attendeva un distacco maggiore tra i due, per non parlare di Napoli.

Ascolta il presidente del Consiglio Matteo Renzi

Matteo Renzi

La minoranza del partito per ora non attaccherà il segretario, gli chiedono però di mettere da parte il referendum istituzionale e dedicarsi ai ballottaggi. Tra quindici giorni quindi andranno a chiedergli un chiarimento su referendum e sulle alleanze.

Ascolta l’intervista a  Roberto Speranza

Roberto Speranza

Aggiornato mercoledì 08 giugno 2016 ore 14:47
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