estrema destra italiana/2

I fascisti del Terzo millennio

venerdì 03 giugno 2016 ore 06:00

L’articolo è tratto dalla serie Viaggio nell’estrema destra europea, un progetto dell’Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia, curato dal ricercatore storico e collaboratore dell’Università Statale di Milano Elia Rosati.

(Continua dalla prima parte)

Forza Nuova e Casa Pound d’Italia: gli ideologi, tra vecchi squadristi e terroristi neri non pentiti

Il mondo del neofascismo giovanile italiano ha vissuto, negli ultimi vent’anni, due momenti di riorganizzazione: il biennio 1998-1999 con lo sviluppo di Forza Nuova ed il periodo 2005-2008 con il propagarsi, sul piano nazionale, dell’organizzazione successivamente diventata Casa Pound d’Italia.

Entrambi questi movimenti/partito neofascisti, pur diversissimi tra loro, nascono su spinta di due ex militanti romani di Terza Posizione (TP): Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi, rifugiatisi all’estero (in Inghilterra e Francia) per evitare il carcere dopo gli anni ’70 e rientrati in Italia tra il 1999 ed il 2002.

Terza Posizione era un gruppo extraparlamentare neofascista che nella seconda metà degli anni ’70, specialmente a Roma e nel Triveneto, rappresentò una nuova alternativa per la militanza nera vicina/parallela allo spontaneismo armato della formazione terroristica dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari).

Nel 1980 la Procura di Bologna inserì Fiore e Adinolfi tra i ricercati per la Strage di Bologna, mentre la Procura di Roma, nello stesso anno, sciolse di fatto l’organizzazione imputandole una serie di rapine, ferimenti, attentati ed omicidi.

Nonostante gli aderenti a Terza Posizione siano stati assolti da molte accuse, alcuni (tra cui Fiore e Adinolfi) vennero però condannati per “associazione sovversiva” e “banda armata”, mentre altri finirono in carcere per essersi uniti ai NAR.

Invece un altro militante di Terza Posizione, Luigi Ciavardini, è stato condannato in via definitiva (nel 2007) come esecutore materiale della Strage di Bologna del 2 Agosto 1980, insieme ai due terroristi dei NAR Francesca Mambro e Valerio Fioravanti.

Altri ex-TP, in anni più recenti, hanno preso parte alla vita politica nazionale: Peppe Dimitri (morto nel 2006) fu consulente del Ministro dell’Agricoltura Gianni Alemanno, mentre Marcello De Angelis (già cantautore neofascista) entrò stabilmente nella corrente Destra Sociale di Alleanza Nazionale, divenendo anche senatore (2008-2013) durante gli ultimi governi Berlusconi e Monti.

L’esilio di Fiore e Adinolfi non fu però particolarmente d’intralcio alla loro attività politica: il primo a Londra divenne un facoltoso imprenditore e organizzò, con alcuni neonazisti inglesi, il coordinamento transnazionale: “International Third Position”; mentre il secondo entrò in contatto con gruppi di intellettuali neri e con i circuiti identitari giovanili francesi, iniziando una ricca attività culturale/pubblicistica.

Tuttavia era solo questione di tempo: liberi di rientrare in Italia, per decorrenza dei termini, entrambi i vecchi leader di TP si misero subito al lavoro, arruolando forze fresche nel mondo del neofascismo e della galassia naziskin, e dando vita ai due gruppi più importanti della destra radicale italiana degli ultimi due decenni.

Forza Nuova (FN)

Fondata simbolicamente il 29 Settembre 1997 (San Michele Arcangelo) da Massimo Morsello (ex NAR) e Roberto Fiore (ex Terza Posizione)

Segretario Nazionale: Roberto Fiore

Dichiarava duemila militanti (ultimo dato del 2001).

Forza Nuova è stata il movimento/partito giovanile più importante della destra radicale italiana fino alla metà degli anni 2000 e ha rappresentato, per molto tempo, un modello politico-organizzativo vicino a quello di analoghe formazioni europee come l’NPD tedesco, il BNP inglese e l’Alba Dorata greca.

Oggi, nonostante abbia perso molto dello smalto iniziale, continua a mantenere un certo radicamento territoriale e una presenza attiva un po’ in tutta Italia, rimanendo sempre una organizzazione caratterizzata da una gerarchia piramidale, con a capo il padre-fondatore Roberto Fiore.

Forza Nuova è stata comunque una palestra politica per una nuova generazione neofascista che, specialmente nel Triveneto, a Roma e nel Sud d’Italia, ha conosciuto la politica militando sotto le sue insegne e nelle sue sezioni, cercando poi nuovi approdi nella galassia nera.

FN ha una ideologia xenofoba, nazionalpopolare e tradizionalista cattolica (i suoi richiami culturali si rifanno, però, al Peronismo, al Fascismo Regime e alla Guardia di Ferro rumena); fin dalla sua fondazione infatti il programma politico forzanovista è riassunto in “otto punti” irrinunciabili: il no all’aborto, la messa fuorilegge della Massoneria, il “blocco dell’immigrazione e l’avvio di un umano reimpatrio”, il “ripristino del Concordato e la difesa delle tradizioni”, lo “sradicamento dell’usura e del debito pubblico”, l’assistenza delle famiglia/crescita demografica e l’abrogazione delle leggi Mancino 205/1993 (reato di istigazione all’odio razziale) e Scelba 645/1952 (reato di apologia del Fascismo e ricostituzione/richiamo al PNF).

Fiore ha provato a formare i militanti forzanovisti con scuole quadri, piccoli manuali e raduni nazionali estivi (“Campi d’Azione”), insistendo in primis sul richiamo al movimento antisemita collaborazionista rumeno (la “Guardia di Ferro” e la “Legione di San Michele Arcangelo”) ed al suo comandante Corneliu Zelea Codreanu, oltreché alle politiche sociali del Peronismo.

Tra le sue campagne nazionali vanno ricordate: l’opposizione militante alle manifestazioni dei GayPride, il “Compra Italiano” (un circuito di prodotti alimentari di ispirazione autarchica), la lotta contro l’immigrazione islamica e la costruzione di moschee, inziative contro la UE e il sistema finanziario, l’organizzazione di ronde e presidi per contrastare la criminalità e la presenza di campi rom, la nazionalizzazione di banche e imprese strategiche, il no alla Turchia nell’Unione Europea.

L’organizzazione è dotata di una federazione giovanile (“Lotta Studentesca”) e di alcune associazioni collaterali, come quella intitolata a Evita Peron, o il gruppo di agricoltori “Lega della Terra”; spesso Forza Nuova ha messo in piedi imprese economiche che vendono per corrispondenza (o in negozi come a Roma e Verona) oggettisca nostalgica o abbigliamento con simbologie neofasciste.

Nonostante FN si sia sempre presentata con proprie liste (o con altri) a ogni scadenza elettorale, le percentuali di voto sono sempre state minime ( 0,12%-0,47%; tra i 13.700 ed i 146.000 voti ), anche se Roberto Fiore ha brevemente occupato (dall’aprile 2008 al giugno 2009) un posto da europarlamentare, lasciatogli da Alessandra Mussolini; entrambi avevano infatti dato vita (dal 2004 al 2009) alla coalizione di Alternativa Sociale, poi Patto d’Azione.

Molti militanti o simpatizzanti di Forza Nuova sono rimasti coinvolti, in questi anni, in scontri, danneggiamenti e violenze di strada (specie contro avversari politici); l’episodio più rilevante è stata la bomba contro la sede romana del quotidiano il manifesto nel dicembre 2000: l’autore dell’attentato (Andrea Insabato) era vicino al movimento di Roberto Fiore e partecipò nel 2008, come ospite, a un campeggio estivo di FN.

Questo movimento è sempre stato attivissimo sul piano internazionale, organizzando decine di convention (spesso a Milano) con i principali movimenti neofascisti e neonazisti europei (dall’NPD ad Alba Dorata), mentre in Italia, nonostante alcune campagne anti-immigrati condotte insieme con esponenti della Lega Nord, e la partecipazione alla coalizione elettorale berlusconiana del 2006, Forza Nuova ha sempre presentato sue liste indipendenti e ha ampiamente criticato la linea “nazionalista” di Matteo Salvini.

FN mantiene buoni rapporti con tutto il mondo del tradizionalismo cattolico e con la parte più radicale di Comunione e Liberazione; ha partecipato più volte al Family Day e alle mobilitazioni “contro la diffusione dell’Ideologia Gender”.

Dal 2014 Roberto Fiore ha dato vota al cartello neofascista e nazionalista europeo “Alliance for Peace and Freedom” e ha pubblicamente dichiarato il suo sostegno alla Russia guidata da Putin.

Casa Pound d’Italia (CPI)

Nata come Centro Sociale di destra a Roma il 22 dicembre 2003, ma diventata organizzazione nazionale dalla metà del 2008.

Responsabile Nazionale: Gianluca Iannone

Casa Pound d’Italia è l’organizzazione neofascista che ricopre, dalla fine degli anni ’90, un ruolo di incontrastata egemonia nella destra radicale giovanile italiana e ha rappresentato una evoluzione organizzativa/aggregativa pionieristica, con oggi tentativi di imitazione in tutta Europa.

Nata a Roma nel 2002 dalla sinergia tra Gabriele Adinolfi e un eterogeneo gruppo di giovani neofascisti (“Fahreneit 451”) passati attraverso varie esperienze della destra capitolina degli anni ’90, dal mondo naziskin alla prima Alleanza Nazionale.

L’idea vincente del gruppo, inizialmente molto piccolo, fu di dar vita a una “comunità” mediante l’aggregazione metapolitica, innovando la comunicazione, proponendo un linguaggio (anche grafico) fresco e moderno e una pratica politica nuova a destra: l’occupazione di edifici vuoti per farne luoghi abitativi e di “socialità fascista”; ovviamente per soli italiani.

Nonostante CPI sia stata (dal 2004 al 2008) una attiva componente romana della Fiamma Tricolore e abbia partecipato anche alle campagne elettorali di La Destra, il gruppo di Gianluca Iannone (autodefinitosi “i fascisti del Terzo Millennio”) diede vita ad una struttura politica compatta che rifiutava il modello della tradizionale vita partitica (le sezioni,il bollettino periodico, i congressi, le segreterie…) a fronte di una militanza sociale, attiva, provocatoria e muscolare.

Un nuovo esempio per il vecchio neofascismo italiano. Per “i fascisti del Terzo millennio” il modello teorico/pratico dichiarato è stato, da sempre, il primo movimento mussoliniano (anti-borghese, avanguardista e violento), spesso riattualizzato negli slogan, nelle azioni di “squadrismo mediatico” o in militareschi momenti di piazza; il tutto con un attento uso multimediale di internet e con un immaginario giovanile ben rappresentato dalle canzoni del gruppo nazirock “ZetaZeroAlfa”, il cui cantante/frontman è lo stesso Gianluca Iannone.

Casa Pound seppe usare, inoltre, in modo abile i media (sia tv che magazine, specie di sinistra) che da metà anni 2000 diedero una enorme pubblicità a questa realtà politica (“i centri sociali di destra”) che parallelamente continuava a impossessarsi di edifici abbandonati nella Capitale (“Occupazioni Non-Conformi”) e a far parlare di sé con iniziative culturali dissacranti, ospitando come conferenzieri da Vittorio Sgarbi a Gianpiero Mughini, da Stefania Craxi all’ex Br Valerio Morucci; il tutto rivendicando il diritto alla “libertà d’espressione”, anche per i fascisti.

Uno stratagemma mediatico con cui Casa Pound ha spesso fatto parlare di sé, è da sempre commemorare (con dei manifesti) alcuni personaggi (storici o letterari) estranei al pantheon neofascista: dal cantautore Rino Gaetano al caudillo venezuelano Chavez, dall’attore Carmelo Bene al comunista Peppino Impastato, dal socialista Bettino Craxi al fumetto Corto Maltese, al rivoluzionario Che Guevara: un mix iconografico provocatorio che mischia Mussolini, Marinetti, il ribellismo di sinistra e la cultura pop degli anni ’80.

Cacciati dalla Fiamma Tricolore nel 2008, Iannone e camerati decisero, forti delle relazioni che avevano intessuto in tutto il Paese, di dar vita ad una organizzazione nazionale (Casa Pound d’Italia), mutuando il nome dalla loro prima base operativa romana e portandosi fuori dal partito intere sezioni in tutta Italia.

Parallelamente fecero nascere molte associazioni collaterali: sportive (“La Muvra” e “Il Circuito”), solidaristiche (“La Salamandra” e “Gri.Me.S”), ambientaliste (“La Foresta che Avanza”), sindacali (“Blu”), internazionaliste (“Solid”) o hobbiestiche (“Scuderia 7 punto 1”).

Oggi CPI possiede sedi nelle principali città italiane, generalmente sotto forma di pub/luoghi di socialità con nomi che si ispirano alla storia della squadrismo fascista o alla tradizione futurista, mentre, fin dalla metà degli anni 2000, è attiva la sua componente giovanile nelle scuole, all’interno dell’organizzazione “Blocco Studentesco”.

Al centro del programma politico di Casa Pound c’è un welfare per soli italiani, in primis con la proposta del “Mutuo Sociale”, per risolvere l’emergenza casa, e con “Tempo di essere madri”, un assegno integrativo del congedo di maternità; tuttavia tra le sue campagne hanno trovato posto anche proteste contro Equitalia, le banche e l’Euro.

Anche se non compariva inizialmente tra le sue tematiche caratterizzanti, probabilmente per ragioni di immagine, la xenofobia e l’islamofobia sono emerse sempre con più forza nella prassi del gruppo di Iannone, mentre, nonostante l’aiuto alle giovani coppie sia ben presente nei suoi slogan, CPI mantiene un punto di vista politico laico e aconfessionale.

A livello internazionale esperienze simili sono nate in Spagna, Scandinavia, Portogallo e Germania, mentre Casa Pound mantiene buoni rapporti con Alba Dorata (Grecia) e alcuni gruppi identitari francesi; da un decennio ha avviato, inoltre, alcune campagne in sostegno della guerriglia Karen (Birmania) e oggi si dice estimatrice della Russia di Putin e delle proposte politiche di Marine Le Pen.

Casa Pound d’Italia si è fatta presto conoscere anche per scontri di piazza e aggressioni che hanno coinvolto l’intera organizzazione, soprattutto a Roma, in primis vanno ricordati: gli incidenti di Piazza Navona (ottobre 2008) in cui il Blocco Studentesco attaccò con bastoni e cinghie un corteo contro la Riforma Gelmini (venendo poi respinto dagli studenti antifascisti), il pomeriggio di guerriglia urbana nel quartiere romano di Casal Bertone (marzo 2012) o le violente proteste contro i centro per rifugiati di Tor Sapienza (novembre 2014) o di Casale San Nicola (luglio 2015).

Anche fuori dalla capitale non sono mancati gravi episodi di violenza che hanno visto aderenti a Casa Poud aggredire giovani antifascisti (spesso studenti), con utilizzo di coltelli, martelli o bastoni: come a Terni (maggio 2014), Cremona (febbraio 2015), Bolzano (marzo 2015), Napoli (gennaio 2016) e Trento (aprile 2016).

Alcuni noti esponenti del movimento sono stati, inoltre, al centro di fatti poco chiari: nel pomeriggio del 14 aprile 2011 il numero tre di Casa Pound, Andrea Antonini venne gambizzato da due uomini in moto, mentre il 13 dicembre 2011 in preda a un apparente raptus di follia un militante fiorentino dell’organizzazione aprì il fuoco contro alcuni immigrati in mezzo a un mercato rionale (uccidendo due senegalesi) e più recentemente, invece, nel luglio 2014, un ex responsabile piemontese di CPI, Giovanni Ceniti uccise un broker romano implicato in una maxitruffa internazionale, durante un tentato sequestro.

A livello elettorale, dopo una falimentare esperienza in solitario nel 2013 durante le Regionali del Lazio (0,8%) e le Comunali di Roma (0,6%), a cavallo tra 2014 e 2015 Casa Pound d’Italia, tramite il suo numero due Simone Di Stefano, ha stretto una alleanza con la Lega Nord, dando vita a una propria formazione partitica nazionale in appoggio a Matteo Salvini, “Sovranità”.

Nonostante attualmente la sinergia con la Lega abbia perso di intensità, l’essersi collegata formalmente al principale partito di destra di opposizione ha permesso a CPI di avere una grande visibilità e di poter contare su importanti appoggi nel mondo politico istiuzionale e nell’editoria.

Aggiornato domenica 05 giugno 2016 ore 15:50
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