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De Magistris-Lettieri, come cinque anni fa

lunedì 06 giugno 2016 ore 06:12

Napoli - Come cinque anni fa. Il Pd fuori al primo turno e di nuovo vanno al ballottaggio Luigi De Magistris e Gianni Lettieri. Questa volta a parti invertite, il sindaco uscente è nettamente in testa. De Magistris, che si è presentato contro tutti, che ha usato come una clava lo scontro con Renzi su Bagnoli, infatti, ha ottenuto da solo la somma dei voti dell’imprenditore candidato di Forza Italia e di Valeria Valente sostenuta da Pd, Udc, verdiniani, liste civiche.

Attesi a lungo dai giornalisti nei rispettivi comitati elettorali, alle fine De Magistris, Lettieri e Valente hanno rimandato a oggi le dichiarazioni. Lo scrutinio andava molto a rilento e De Magistris, prima di commentare, voleva essere sicuro su chi sarà il suo sfidante. La distanza tra Valente e Lettieri era di pochi punti, tanto che ancora all’una e mezza, da Roma, il vicepresidente del partito, Lorenzo Guerini, diceva che nonostante le difficoltà di partenza poteva essere ancora possibile che andasse al ballottaggio Valente.

Una sconfitta del Pd e dei renziani che hanno tirato la volata a Valente nelle primarie contro Bassolino. Lo stesso Matteo Renzi è venuto più volte a Napoli per farle campagna elettorale senza riuscire a portare ai seggi gli elettori che non volevano votare De Magistris o erano indecisi.

L’astensione è stata molto alta. Praticamente un elettore su due a Napoli non è andato a votare.

Dalle dichiarazioni di oggi si cercherà di capire se c’è davvero un accordo per il ballottaggio tra il Pd e il candidato di Forza Italia contro De Magistris, come si vociferava nei giorni scorsi. Con il rischio, dopo i veleni delle primarie e le divisioni per l’alleanza con i verdiniani, di lacerare ulteriormente il Pd e magari lasciare ugualmente Palazzo San Giacomo all’ex magistrato e alla sua coalizione dichiaratamente antagonista.

Fuori dal secondo turno il consigliere Cinque Stelle Matteo Brambilla, l’ingegnere brianzolo trapiantato a Napoli che, però, è stato l’unico a essere accolto con abbracci e applausi dagli attivisti del movimento con cui ha brindato. “Entriamo in Consiglio a testa alta – ha detto – e per il ballottaggio non daremo indicazioni di voto”.

Aggiornato mercoledì 08 giugno 2016 ore 15:39
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