inchieste e consenso

Renzi e il senso di accerchiamento

martedì 03 maggio 2016 ore 18:30

Roma - “Persona più che corretta, spero che i magistrati facciano presto chiarezza”. Sono le poche parole di Lorenzo Guerini, di cui il sindaco di Lodi Simone Uggetti è stato il braccio destro per molto tempo. Guerini non si è fatto vedere alla Camera, come fa a volte quando ha voglia di dichiarare su questioni che riguardano il partito. Nella sede del Pd insieme a Renzi, hanno forse valutato con preoccupazione il momento molto difficile per il governo.

Non è l’inchiesta in sé, è il senso di accerchiamento, che nessuno osa dire ad alta voce, nessuno dichiara ufficialmente, ma è più di un mormorio. Inchieste, indagini che si susseguono e che per Renzi non solo rendono rischiose le amministrative, ma mettono in pericolo il vero e unico appuntamento importante per lui: il referendum d’autunno sulla riforma costituzionale. Se ne vuole fare un plebiscito sul governo, il rischio è molto alto.

Di accerchiamento da parte della magistratura parla chiaramente Ala, il partito dei verdiniani che spesso è corso in aiuto della maggioranza al Senato. Considerando quanto Verdini è stato vicino a Berlusconi, quando lanciava le sue sfide alla magistratura, tutto questo imbarazza ancora di più il Pd.

Ascolta Matteo Orfini, presidente del Partito democratico

matteo orfini

È il movimento Cinque stelle che cavalca lo scandalo giudiziario, parla di una nuova tangentopoli che potrebbe affossare il Pd da qui a ottobre e si fa paladino di una battaglia per la legalità con una serie di proposte, per esempio la prescrizione. Il Movimento si dice disposto a votarla insieme al Pd, sapendo bene che con mille difficoltà Renzi sta cercando di arrivare a una legge sulla prescrizione e le intercettazioni con un accordo della sola maggioranza.

Ascolta Danilo Toninelli, del M5s

danilo toninelli

Aggiornato mercoledì 04 maggio 2016 ore 09:02
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