FRANCIA

“Tutti odiano la polizia”: la protesta degli agenti

mercoledì 18 maggio 2016 ore 19:07

Dopo mesi di mobilitazione contro il jobs act francese, oggi anche gli agenti e i sindacati della polizia si sono riuniti in Place de la République per manifestare contro “l’odio per la polizia”. “Stanchi di essere ritratti come i soli cattivi della situazione”, i poliziotti scendono in piazza per avere più libertà d’azione negli scontri con i manifestanti.

Tutti odiano la polizia”, è lo slogan preferito degli indignati della Nuit debout e dei manifestanti, slogan che ormai sta facendo il giro del mondo. Eppure, “bisogna rendersi conto della violenza con cui abbiamo a che fare”, insistono gli agenti di polizia.

Tuttavia, l’uso della violenza finora non è stato proprio sconosciuto alla polizia, che è diventata protagonista principale di video e immagini virali che non hanno fatto altro che alimentare sempre più quest’odio.

Il web è invaso da video e immagini che mostrano tutta la loro violenza: visi sfigurati, bruciature causate dai lacrimogeni, ferite alla testa dovute ai colpi di manganello, sono le immagini continuamente condivise su Facebook dai manifestanti.

Su YouTube, invece, si trova il video del poliziotto che, in mezzo alla folla, dà una gomitata al viso di un giovane. Il giovane cade a terra, ma il poliziotto non lo degna nemmeno di uno sguardo. O ancora il video, visto più di due milioni di volte, dei due poliziotti che si avvicinano a un ragazzo a terra e uno dei due gli assesta un bel pugno. Anche il cineasta Matthieu Bareyre, in ricognizione a Place de la République, riprende due ragazzi ammanettati a terra che vengono picchiati dai poliziotti e poi portati davanti a un ufficiale incappucciato che continua a colpirli, uno al viso e uno al ventre, e ottiene 250mila visualizzazioni. “Con Periscope poi si ha la stigmatizzazione perenne dei poliziotti sempre in diretta”, aggiungono i sindacati della polizia.

I poliziotti sono, dunque, vittime delle nuove tecnologie? Costantemente giudicati, sono sempre sotto i riflettori e la cosa li stressa, sostengono i sindacati. Ormai “chiunque, minorenni o altri, sfrutta la rete per far passare le sue idee. Questo crea un’immagine distorta della realtà”, aggiungono.

Di certo è impossibile riuscire controllare l’uso dei cellulari durante le manifestazioni e per questo i sindacati si impegnano a far sapere in qualsiasi modo dei “proiettili che ricevono le forze di polizia. Così come arpioni, bombe agricole, acidi, batterie della macchina”. Nessuno conosce la violenza dei manifestanti, motivo per cui i poliziotti hanno chiesto oggi di avere mezzi d’intervento più pesanti.

Il principio di base è che un poliziotto ha il diritto di colpire qualcuno se si fa un uso proporzionato della forza e se lo scopo è di mantenere l’ordine pubblico. Ma fin dove ci si può spingere con l’uso della violenza?

Aggiornato giovedì 19 maggio 2016 ore 16:07
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