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Confine Greco-macedone

La valle di lacrime di Idomeni

lunedì 18 aprile 2016 ore 05:24

Il campo irregolare al confine tra Grecia e Macedonia, a Idomeni, ogni giorno lentamente si svuota. Da oltre una settimana sono in corso operazioni di sgombero. Le autorità greche cercando di persuadere i migranti a lasciarsi trasferire in strutture attrezzate e gestite dai militari. Il 17 aprile hanno annunciato il rischio epidemia per gastroenterite, pidocchi e scabbia. Le presenze al campo, secondo dati citati dall’Ansa, superano le 10 mila persone.

 

IDOMENI – Domenica 17 aprile. Tutti i diritti umani in tempo di pace e soprattutto in tempo di guerra sono sistematicamente violati ogni giorno da molte settimane a Idomeni. I personaggi ritratti nelle foto fanno parte di un gruppo che aveva raggiunto legalmente la Macedonia (Fyrom) e il confine con la Serbia distante 200 km circa a nord. Fermato dal blocco con altri 800 circa, invisibili, in un centro statale in tendoni giganti.

Sabato 9 aprile alle 4 del mattino sono stati svegliati in malo modo e scaraventati stipati in una camionetta militare che li ha riportati per le 6 di sabato mattina alla famosa rete di confine fatta dagli stessi militari Fyrom, dove sono stati ributtati indietro, non distante da Idomeni. Hanno prove cartacee e video.

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Anche agli scalmanati che hanno provocato i militari Fyrom non è stata risparmiata una risposta esagerata. Alcuni migranti sono stati feriti alle gambe, anche in modo grave.

La seconda foto è di un bimbo che domenica 17 aprile è ripartito per un centro legale governativo greco con la promessa che la famiglia avrebbe avuto una stanza e non un posto in un capannone con altre centinaia. Difficile che la promessa sia stata rispettata. Lo stesso giorno nel campo è stato persino notato un bus di visitatori turistici che ha attraversato tutto il campo indisturbato sfruttando l’effetto sorpresa.

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A Idomeni stanno perdendo ogni speranza e non hanno più niente da perdere. L’inedia, il tempo che scorre senza significato. Migliaia di bambini a rischio. Non è apparso sui media, ma al campo gira la notizia che fra i primi profughi riportati in Turchia dalla Grecia ci sono stati suicidi. Un’informazione che ancora attende una conferma.

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Il video-commento di Claudio Gherardini

Aggiornato martedì 19 aprile 2016 ore 17:42
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