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“Quella legge è contro i diritti LGBT, non suono”

sabato 09 aprile 2016 ore 13:09

Bruce Springsteen non ha mai sopportato l’idea di annullare un suo concerto. Troppo forte l’amore, la passione per la musica, per la performance, per quell’idea di missione salvifica e liberatrice, oltre che di vero e sano entertainment, che sente sulle proprie spalle. Troppo genuino il suo spirito di servizio nei confronti dei fan che lo seguono da più di quarant’anni con altrettanta fedeltà.

Quando, per colpa di una grande nevicata a New York, Springsteen era stato costretto a cancellare una data del tour che lo sta impegnando dai primi giorni di gennaio, per farsi perdonare – nonostante il Boss non abbia (ancora…) nulla a che fare con i fenomeni atmosferici – aveva regalato attraverso il proprio sito la registrazione completa del concerto suonato pochi giorni prima.

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Questa volta invece la decisione di cancellare un concerto Springsteen l’ha presa senza esitazioni: il 10 aprile sul palco di Greensboro, in North Carolina, la E Street Band non ci salirà. Lo ha annunciato ieri lo stesso Springsteen con un breve testo sul suo sito ufficiale.

Come sapete, avrei dovuto suonare a Greensboro, North Carolina, questa domenica. Ma sappiamo anche che lo stato del North Carolina ha approvato una legge chiamata H2B, che i media invece chiamano “la legge dei bagni”. Questa legge stabilisce quali bagni pubblici possano utilizzare le persone transgender. E, altrettanto importante, questa legge minaccia la possibilità dei cittadini LGBT di fare causa contro chi violi i loro diritti sul luogo di lavoro. Nessun altro gruppo sociale subisce restrizioni così pesanti in North Carolina. Per quanto mi riguarda, si tratta del tentativo, da parte di persone che non sono in grado di accettare i passi avanti che la nostra nazione sta facendo nel riconoscere i diritti civili a tutti i cittadini, di ribaltare questo progresso. In questo momento ci sono molti gruppi, aziende e singoli individui in North Carolina che stanno lottando per opporsi e superare questi sviluppi così negativi. Tenendo tutto questo in conto, credo che sia il momento per me e per la band di mostrare la nostra solidarietà a coloro che combattono per la libertà. Per questo, con le scuse più sincere e profonde ai nostri fans di Greensboro, abbiamo cancellato il concerto di domenica 10 aprile. Ci sono cose più importanti di un concerto rock e la lotta contro il pregiudizio e i bigotti è una di queste cose. E’ il mezzo più forte che ho per far sentire la mia voce contro coloro che continuano a spingerci verso un ritorno al passato e non verso il futuro.

La legge a cui fa riferimento Springsteen è stata approvata nel mese di marzo, ed è un atto dello stato del North Carolina che cancella direttamente, rendendole illegali, gli effetti delle ordinanze cittadine emesse in questi anni e pensate per proteggere il diritto delle persone transgender di utilizzare il bagno che preferiscono. Questa legge cancella anche tutte le normative relative alla discriminazione delle persone LGBTQ in tutto lo stato.

Bruce Springsteen ha sempre avuto una spiccata sensibilità nei confronti di temi essenziali come la tolleranza, i diritti civili, i diritti in particolare della comunità omosessuale. Parlando nel 1996 con il magazine Advocate, una voce importante della comunità gay americana, Springsteen raccontava di come fosse felice del fatto che la sua canzone per il film Philadelphia lo avesse messo in contatto con molti omosessuali: “La mia immagine è sempre stata molto etero – raccontava il Boss – per cui mi ha fatto molto piacere poter finalmente rendere più chiaro il mio punto di vista sui diritti delle persone gay e lesbiche”.

Nel 2009, sempre attraverso il proprio sito ufficiale, Springsteen aveva invece reso pubblico il suo più completo appoggio a una proposta di legge dello stato del New Jersey, dove è nato e dove risiede, per il matrimonio ugualitario. Ma i fan appassionati del Boss avranno impressa chiara nella memoria un’immagine, più volte rappresentata sui palchi di mezzo mondo: il bacio sulla bocca che Springsteen e il sassofonista afroamericano Clarence Clemons (scomparso nel 2011) si scambiavano alla fine di una canzone. Un simbolo fortissimo di amicizia virile, oltre che di fratellanza tra un bianco e un nero, capace di smantellare in un istante qualsiasi approccio machista al rock.

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Ora il musicista del New Jersey ha deciso di prendere una posizione difficile, scomoda, che sta causando molte proteste tra i suoi fan, diversi dei quali sono arrabbiati sia per la cancellazione a meno di due giorni dal concerto, che per le sue motivazioni. Ma la determinazione mostrata in queste ore da parte di Springsteen è perfettamente coerente con quello che il Boss è stato durante tutta la sua carriera.

Non è la prima volta infatti che Springsteen affronta le contestazioni di una parte dei suoi fan per una presa di posizione politica: quando nel 2000 scrisse e interpretò la canzone American Skin (41 shots) ispirata alla morte di Amadou Diallo, ucciso da 41 colpi di arma da fuoco sparati da agenti della polizia di New York qualche mese prima, i sindacati di polizia di diversi Stati cercarono di boicottare i suoi concerti e le polemiche contro quel testo furono diverse.

Ma anche in quel caso, Springsteen non fece mai un passo indietro, continuando a cantare quel brano in ogni suo concerto e poi incidendolo prima in un disco dal vivo, successivamente in uno da studio. Anche questa volta possiamo essere certi che nessun attacco da parte dei suoi seguaci più conservatori gli farà cambiare idea.

Aggiornato giovedì 14 aprile 2016 ore 11:14
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