dilma rousseff

L’impeachment appeso a un pugno di voti

giovedì 14 aprile 2016 ore 12:07

“I numeri ci dicono che la situazione per il Governo brasiliano è molto difficile, ma per ora è impossibile fare previsioni”.

Alla vigilia dell’avvio del voto sull’impeachment della presidente Dilma Rousseff, milioni di brasiliani stanno facendo i calcoli in base agli schieramenti dei partiti e dei deputati. Ne abbiamo parlato con Diego Corrado, docente di diritto commerciale allo Sda Bocconi di Milano, già visiting scholar alla Universidade de Sao Paulo e autore del volume Brasile senza maschere. Politica, economia e società fuori dai luoghi comuni.

“Proprio i numeri sono un’arma di questa guerra psicologica che si combatte nei corridoi dei palazzi di Brasilia, voto a voto, per convincere gruppi di deputati a non seguire le indicazioni dei loro partiti. Sono questi – spiega Diego Corrado – che possono far pendere la bilancia da una parte o dall’altra, pro o contro l’impeachment di Dilma Rousseff. I numeri sono peraltro in evoluzione: a seconda di come si schiereranno le basi elettorali, a seconda delle mobilitazioni, a seconda di ciò che potranno promettere il Governo o l’aspirante Governo del vicepresidente Michel Temer, che ha assunto le redini di questa cospirazione parlamentare, i giochi si faranno in queste ore”.

“Conterà anche il meccanismo del voto, spiega Corrado: i deputati vengono chiamati uno a uno e devono pronunciare il loro o il loro no davanti a tutti. Quindi via via che si allineano i voti ci sarà un’influenza su quelli successivi, perché nessuno vorrà stare dalla parte sbagliata”.

Ascolta l’analisi di Diego Corrado sulla situazione politica in Brasile nell’intervista di Lorenza Ghidini e Gianmarco Bachi

Diego Corrado

Aggiornato giovedì 14 aprile 2016 ore 18:31
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