Il viaggio a Cuba

Obama, una difficile eredità politica

mercoledì 23 marzo 2016 ore 15:52

Il discorso di Barack Obama a Cuba verrà ricordato nei manuali di storia. Ma non è detto che produca degli effetti politici immediati.

Se alle elezioni presidenziali di novembre dovesse vincere il candidato repubblicano, la politica della Casa Bianca verso Cuba e Iran potrebbe essere sconfessata. I processi, quantomeno, potrebbero subire forti rallentamenti.

Ne è convinto Federico Romero, americanista all’Università di Firenze.

“Sono venuto qui per seppellire gli ultimi resti della Guerra fredda nelle Americhe. Sono venuto qui per tendere la mano amica al popolo cubano”.

È il passaggio saliente del discorso di Obama a L’Avana. Parole che incontrano forti resistenze in ampi settori della società statunitense. Abbiamo chiesto al professor Romero se i successori di Obama potrebbero rivedere i dossier Iran e Cuba, i due più grandi successi di Obama in politica estera.

Dipende molto da chi saranno”, ci ha risposto “Un repubblicano probabilmente disferebbe entrambi i risultati. Sia Trump sia Cruz parlano di confronto duro con l’Iran e subirebbero le pressioni di chi insiste per la caduta del regime cubano. Obama ha indicato la strada ma è una strada da cui si potrebbe deviare e tornare indietro. Se vincesse Clinton ci sarebbe una continuità di fondo ma molto dipenderà dalla maggioranza al Congresso. L’eredità di Obama è nelle mani del suo successore”.

Il discorso di Obama a L’Avana è molto importante perché tocca nervi ancora scoperti della società statunitense, più che di quella cubana. Contraddizioni sul piano culturale sottolineate dall’affermazione di una comunanza storica e di destino di tutte le popolazioni delle americhe. È un discorso, spiega Romero, che divide le molte minoranze che popolano gli Stati Uniti dalla maggioranza bianca, maggioranza ormai sempre più relativa.

Vi proponiamo l’intervista al professor Federico Romero sul viaggio di Obama a Cuba trasmessa alla trasmissione di Radio Popolare a Il Demone del tardi.

La prima domanda è relativa al futuro di Cuba: gli Stati Uniti potrebbero accettare un’evoluzione di Cuba sul modello cinese e vietnamita, con una apertura all’economia di mercato e il mantenimento del modello politico a partito unico?

Ascolta qui l’intervista a Federico Romero a cura di Gianmarco Bachi e Luigi Ambrosio

FEDERICO ROMERO 23-03-2016

Aggiornato giovedì 24 marzo 2016 ore 08:28
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