Ddl Cirinnà

D’Alimonte e il passo indietro dei Cinque Stelle

lunedì 08 febbraio 2016 ore 16:11

“Libertà di coscienza sulla #LeggeCirinnà”. Così titolava il blog di Beppe Grillo il 6 febbraio, giorno del passo indietro sulla legge per le unioni civili: sì al ddl, ma sulla stepchild adoption, l’adozione del figlio del partner, liberi tutti. Grillo sul suo blog spiega che è stata la rete a volerlo: “Nella votazione online che si è svolta a ottobre 2014 non era presente alcun accenno alle adozioni e gli iscritti del M5S non hanno potuto dibattere su questo argomento specifico”.

In realtà di sondaggi ce ne sono stati altri, ben più recenti. Roberto D’Alimonte, professore della Luiss di Roma, aveva intervistato l’elettorato di Grillo sulla questione diritti civili. E il quadro emerso dal sonfaggio impone prudenza al leader dei pentastellati: “Non so se il mio sondaggio abbia spinto Grillo a cambiare idea – spiega il docente ai nostri microfoni – . L’elettorato dei cinque stelle è molto trasversale, composto da persone con opinioni di sinistra, di centro e di diestra. Prendere una posizione troppo di sinistra rischierebbe di alienare le simpatie degli elettori e dei potenziali elettori che la pensano in maniera differente”. Il sondaggio è uscito a dicembre su Il Sole24Ore.

Il sondaggio era giunto alle orecchie di Luigi Di Maio, il vice presidente della Camera nonché volto noto del Movimento. “Non abbiamo canali privilegiati, era venuto a farsi intervistare dai miei studenti”, ci racconta D’Alimonte. Appena conosciuto l’esito della ricerca, Di Maio ne aveva parlato con Grillo e Casaleggio. E i vertici Cinque Stelle devono aver fatto le loro valutazioni.

Ascolta l’intervista integrale a Roberto D’Alimonte, a cura di Omar Caniello

Roberto D’Alimonte

Aggiornato lunedì 08 febbraio 2016 ore 16:31
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