Il tuffatore Greg Louganis
C'è chi dà l'esempio

Sport e diritti, la partita più lunga

giovedì 28 gennaio 2016 ore 14:15

È il giorno in cui, con ritardo tutt’altro che trascurabile, il disegno di legge sulle unioni civili approda in parlamento. Il Family Day romano è alle porte.

Nel mondo dello sport il tema dei diritti riemerge in maniera ciclica, quasi mai per motivi nobili. L’ultima circostanza sono stati gli insulti omofobi rivolti dall’allenatore del Napoli Maurizio Sarri al collega interista Roberto Mancini, non tutto il mondo del pallone ha solidarizzato con il nerazzurro.

Nel calcio italiano, d’altra parte, non c’è alcun gay dichiarato e in passato calciatori famosi, commissari tecnici e rappresentanti istituzionali hanno detto che, tutto sommato, va bene così.

Anche all’estero le cose non sono semplici, le discriminazione avvengono quasi a ogni latitudine.

Ci sono però storie e personaggi che danno l’esempio, con tutte le complicazioni che comporta rendere pubblica la propria esistenza.

Nella sedicesima puntata di Olio di Canfora ne abbiamo voluto raccontare alcune attraverso clip affidate a Luca Paladini, anima e fondatore de I sentinelli di Milano.

La prima è dedicata a Bill Kennedy, arbitro di quella Nba in cui alcuni anni è avvenuto il primo coming out.

KENNEDY

Martina Navratilova e Billie Jean King, Gareth Thomas.

Sono solo alcuni nomi degli sportivi che si sono dichiarati omosessuali. Quello con la vita più straordinaria di tutti, però, è senz’altro Greg Louganis, qui raccontato da Luca Paladini.

LOUGANIS

Nelle curve degli stadi di casa nostra ci siamo assuefatti a razzismo e discriminazioni, ma non dappertutto è così.

Senz’altro non a St. Pauli, quartiere eretico di Amburgo, i cui tifosi sono i protagonisti della terza clip a cura di Luca Paladini.

ST PAULI

Aggiornato venerdì 29 gennaio 2016 ore 11:12
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