deir ezzor, siria

“A uccidere sono stati i soldati di Assad”

martedì 19 gennaio 2016 ore 12:00

Il sito Deir Ezzor 24, un portale di giornalisti-attivisti che si propone di denunciare i crimini commessi sia da Isis che dal regime di Assad, smentisce le ricostruzioni dei principali media mondiali in merito al massacro di Deir Ezzor di sabato 16 gennaio. Secondo fonti locali, le esecuzioni annunciate dallo Stato Islamico via social network non ci sarebbero state e farebbero parte solo di una strategia per innalzare la tensione.

I media mondiali, che avrebbero ripreso tweet e post di account vicini al regime di Assad, sostengono gli attivisti, hanno parlato di almeno 450 civili uccisi. Al contrario a Deir Ezzor 24 risultano dodici civili uccisi durante un bombardamento condotto dalle forze di Bashar al Assad su al Bughayliya, una località nell’area a ovest di Deir Ezzor. Secondo il sito le eprsone uccise dall’Isis “erano solo forze militari di Assad e miliziani della Difesa Nazionale (Ndf)”, una brigata che appartiene sempre ai filo Assad. Il sito riporta anche la notizia di una fuga di massa da al Bughayliya, direzione Ayash, nella zona rurale intorno alla città. Al Bughayliya sarebbe nelle mani di Isis, mentre il regime controllerebbe il campo militare di Sai’qa con la Brigata 137 e il Furaq Hotel. Alcuni abitanti dell’area, pochi secondo il sito, sarebbero nelle mani dei miliziani del Califfato.

Lunedì 18 gennaio gli scontri sarebbero continuati intorno a Deir Ezzor. Il bilancio dei morti di Deir Ezzor 24 parla di 65 soldati del regime ucccisi e 22 miliziani dell’Isis. Sarebbero continuati anche i bombardamenti per mano dell’esercito di Bashar al Assad.

Fin dalle prime ore dopo la diffusione della notizia sul massacro di civili avevano cominciato a circolare notizie contrastanti. L’agenzia governativa siriana Sana aveva parlato di almeno 450 persone uccise da Daesh, poi scese a 300. L’ong Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh) aveva fissato la quota delle vittime a 135, aggiungendo che 400 persone erano state sequestrate tra Al Bughayliya, Maadan e Raqqa, tutte città vicino alle rive dell’Eufrate.

Aggiornato martedì 19 gennaio 2016 ore 22:50
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