Taccuino d'Africa

Mandato di arresto per Compaoré

martedì 22 dicembre 2015 ore 16:06

Una Corte militare del Burkina Faso ha emesso un mandato di arresto internazionale contro l’ex-presidente Blaise Compaoré per il suo presunto coinvolgimento nella morte dell’ex capo di Stato Thomas Sankara, ucciso nel 1987 durante un colpo di stato che ha portato al potere Compaoré.

Stando a notizie diffuse da una fonte vicina alla Corte che ha emesso il mandato, l’ex Capo di Stato, spodestato nel 2014 da una rivolta popolare e che ora vive in esilio in Costa D’Avorio, è anche accusato di omicidio e occultamento di cadavere.

La notizia dimostra che la Storia si scrive solo nella libertà e nella democrazia. Per tutti i 27 anni passati dalla morte di Sankara – durante i quali Blaise Compaoré è rimasto ininterrottamente al potere –  non si era potuto svolgere una indagine sui fatti del 1987. C’è voluta una rivoluzione, la fuga di Compaoré, due (forse tre) golpe e finalmente delle elezioni democratiche che hanno interrotto un lungo periodo di transizione.

Di certo il vecchio regime di Compaoré costituiva una sorta di “tappo” che impediva qualunque indagine. Ma ci sono sicuramente anche molte (e gravi) responsabilità indirette da parte delle potenze europee. Innanzi tutto della Francia, che secondo molti analisti era il mandante del golpe contro Sankarà e del suo assassinio. Le responsabilità sono però anche del resto d’Europa, che nonostante i gravi sospetti ha protetto Compaoré, lo ha invitato a convegni e manifestazioni, lo ha innalzato a mediatore di molti conflitti regionali

La Storia ora ha un capitolo in più, un capitolo importante. Il capitano Thomas Sankara, salito al potere con un colpo di stato nel 1983, è stato ucciso il 15 Ottobre 1987 con altri 12 funzionari in un golpe che ha portato al potere Blaise Compaoré. I corpi sono stati riesumati a fine maggio per svelare il mistero che circonda le circostanze della morte del “padre della rivoluzione” del Burkina.

I risultati dell’autopsia consegnati a metà ottobre 2015 indicano che i resti del presidente Sankara erano “crivellati di colpi“. L’inchiesta sulla morte di Sankara è stata avviata alla fine marzo 2015.

La morte di Sankara era un tabù in epoca Compaoré. Almeno una mezza dozzina di persone – per lo più ex-soldati del reggimento presidenziale di sicurezza, la vecchia guardia pretoriana di Compaoré – sono stati accusati di “assassinio” e “occultamento di cadavere”.

Il generale Diendéré Gilbert, ex braccio destro Compaoré e autore del fallito colpo di stato nel settembre del 2015, è anche lui tra gli imputati

Aggiornato mercoledì 23 dicembre 2015 ore 08:19
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