Sciopero del commercio

Lavoratori non in vendita

sabato 19 dicembre 2015 ore 15:27

Milano -

Invecchiano battendo alla cassa la nostra spesa, spesso senza far carriera. Non è escluso che a breve molti di loro possano essere sostituiti da scanner elettronici. Sono sottoposti a orari sono sempre più flessibili, a volte 24 ore su 24, fese comandate comprese. Sono le lavoratrici e i lavoratori della grande distribuzione. Senza contrattato da un paio d’anni. Oggi, sabato 19 dicembre, ultimo week end della grande corsa ai regali di Natale, hanno chiesto ai consumatori di non recarsi a fare la spesa. Hanno rilanciato l’idea anche con l’hashtag #fuoritutti. In tutto il settore sono circa cinquecentomila e molti di loro oggi erano in corteo a Milano, chiamati da Cgil, Cisl e Uil.

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In mezzo a loro, segno dell’investimento politico, c’era anche la segretaria della Cgil Susanna Camusso: l’ha intervistata il nostro Alessandro Braga.

Camusso: sciopero a Natale

Considerato un settore in espansione ma anche di sperimentazione nelle relazioni sindacali, la grande distribuzione vive di lavoro precario. E sono proprio loro che, probabilmente, hanno garantito l’apertura dei centri commerciali in questa giornata di sciopero. L’incontro con Susanna Camusso è servito per chiederle anche un bilancio sui rapporti tra sindacato e governo.

Camuso: i rapporti con il governo

 

 

Aggiornato domenica 20 dicembre 2015 ore 09:35
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