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Scontri a Parigi durante la marcia per il clima

domenica 29 novembre 2015 ore 08:50

30Momenti di forte tensione a Parigi durante la manifestazione per il clima. Tutto è successo nel primo pomeriggio a Place de la Republique, nel pieno centro della città, quando un gruppo di manifestanti ha tentato di forzare il cordone di polizia per far partire un corteo che non era stato autorizzato. Polizia e manifestanti si sono fronteggiati per alcuni minuti. C’è stato un lancio di oggetti da parte dei manifestanti a cui gli agenti hanno risposto con i lacrimogeni. Poi la polizia ha caricato, disperdendo i manifestanti. A quel punto tutta la Place de la Republique è stata sgomberata.

Tutto questo a poche ore dal via alla Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici, e con Parigi ancora in stato di emergenza dopo gli attentati del 13 novembre. Domani nella capitale francese arriveranno i capi di stato e prenderà il via il summit.

In decine di città la marcia per il clima ha chiesto ai leader provvedimenti concreti per combattere contro i cambiamenti climatici.

Anche a Roma la “global march”, con una manifestazione che ha preso il via nel primo pomeriggio a Campo dei Fiori. Fino al concerto ai Fori Imperiali. “Siamo dentro una grande coalizione internazionale e vogliamo farci sentire”, ci ha detto il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini. Ascolta l’intervista

zanchini marcia

A Parigi sono in arrivo i delegati di 193 Paesi e di oltre 150 leader e capi di Stato (a cominciare dal presidente americano Barack Obama, quello cinese Xi Jinping, l’indiano Narendra Modi e il russo Vladimir Putin), con i lavori che inizieranno lunedì mattina e andranno avanti fino al 11 dicembre.

Ma come dovremo valutare i risultati della Conferenza di Parigi? Come capiremo se sarà un successo? “Innanzitutto se si uscirà con un accordo che coinvolge tutti i Paesi, e non solo quelli che hanno firmato il protocollo di Kioto”, spiega Edoardo Zanchini. Ascolta la seconda parte dell’intervista.

zanchini conferenza

“La trattativa comincia con un intesa che riguarda gli obiettivi dein singoli Paesi ma questo non basta. Ora bisogna fare in modo che si fissino degli strumenti operativi per rendere concreti i target”, spiega Edoardo Zanchini di Legambiente

Aggiornato martedì 01 dicembre 2015 ore 15:05
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