terrore in Mali

Mali, chi sono e da dove vengono i terroristi

venerdì 20 novembre 2015 ore 16:06

L’assalto al Radisson hotel di Bamako è stato rivendicato dal gruppo di fondamentalisti islamici al Mourabitoun. Al momento pare siano stati liberati i 137 ostaggi nell’albergo e si conterebbero almeno 18 vittime. Secondo fonti ancora da verificare, i terroristi parlerebbero in inglese, dato che fa pensare ad un possibile legame con i terroristi che operano in Libia.

Al Mourabitoun è una formazione che nasce nell’agosto, dopo una scissione da Al Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi). Leader della formazione è Mokhtar Belmokhtar, detto Mr Marlboro, re del traffico di sigarette lungo le rotte del Sahara. Algerino di nascita, ha militato prima in formazioni terroristiche del suo Paese, poi in Al Qaeda del Maghreb Islamico (Aqmi), gruppo terroristico affiliato ai qaedisti che si è arricchito negli anni con i sequestri di persona. È stato in Afghanistan a combattere  e al suo ritorno si è scisso da Aqmi per fondare al Mourabiton, insieme ad alcuni fuoriusciti del Mujao, Movimento per l’unicità del jihad nell’Africa occidentale. A sua voilta, il Mujao nasce dal Gruppo islamico armato, formazione di terroristi attiva negli anni Ottanta.

Nel marzo del 2015 cinque persone sono state uccise in un attentato ad un ristorante al centr di Bamako, altra meta dei turisti (francesi soprattutto). Anche in questo caso a rivendicare l’azione sono stati i terroristi di al Mourabitoun. Dello stesso gruppo anche la rivendicazione dell’attentato all’hotel di Sévaré, a 600 chilometri dalla capitale. Bilancio: 17 morti.

Il quadro delle forze in campo in Mali è molto complesso. I gruppi esistenti stanno cercando di ricollocarsi, ora che negli equilibri del terrorismo internazionale lo Stato Islamico ha guadagnato potere, a discapito di Al Qaeda, molto influente nella regione.

L’origine del caos nel Paese è stata la caduta di Gheddafi in Libia: l’arrivo delle armi che appartenevano al vecchio rais ha rafforzato tutti. I primi ad approfittarne sono stati i touareg, che nell’ottobre 2011 hanno lanciato la loro rivolta per staccarsi dal resto del Paese. Nel marzo 2012 un colpo di Stato militare fa cadere il presidente …. a Bamako e al Nord i gruppi armati ne approfittano: in giugno le città di Gao, Timbuktu e Kidal sono nelle mani degli islamisti, che cominciano ad imporre la Shari’ia e a distruggere i monumenti. All’inizio del 2013 il Mali chiede l’aiuto francese, che porta insieme alle Nazioni Unite un’offensiva con 12 mila uomini per mettere in fuga gli jihadisti. Una seconda offensiva guidata dai francesi comincia nel luglio 2014, a cui le formazioni del Nord rispondono con attacchi continui, anche nella capitale.

Aggiornato sabato 21 novembre 2015 ore 12:04
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