FONDARE UNA CASA EDITRICE

Linee Infinite: da scommessa a lavoro

venerdì 13 novembre 2015 ore 18:51

A Pionieri abbiamo spesso raccontato di giovani che iniziano un’attività da zero, con una buona idea e tanta energia. Alcune di queste, oltre a tempo e fatica, richiedono per forza un budget più o meno corposo per poter partire. Altre molto meno, per altre basta l’idea e l’ingegno.

Come nel caso di Linee Infinite, una piccola casa editrice partita da un gruppo di amici nel modo più classico; senza una vera e propria sede, un telefono, a caccia di manoscritti in giro per i festival.

Simone Draghetti, uno dei soci fondatori, ci racconta la storia della loro creatura, partita come hobby e poi diventato un lavoro, Linee Infinite ha negli anni puntato e mantenuto un rapporto speciale con i suoi autori, coinvolgendoli nel percorso di pubblicazione dell’opera.

Ah, e se ve lo steste chiedendo no, non chiedono contributi agli autori pubblicati. Che di questi tempi non è mica scontato.

Aggiornato mercoledì 25 novembre 2015 ore 18:54
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