La guerra del latte

Mucche davanti ai supermercati

domenica 08 novembre 2015 ore 00:05

Italia contro Francia, casus belli il latte e i latticini.

In Italia il latte è pagato troppo poco e la colpa, denunciano gli allevatori, è soprattutto della multinazionale francese Lactalis, proprietaria di quasi tutti i marchi del latticino in Italia: Galbani, Parmalat, Invernizzi, Cademartori e Locatelli. Il suo monopolio impone ai produttori di latte dei prezzi molto bassi.

Abolite da poco le quote latte, che imponevano ai paesi europei di non superare certe soglie di produzione e che sono costate all’Italia multe milionarie, adesso gli allevatori chiudono le stalle perché non ce la fanno a sostenere i costi.

E c’è un problema aggiuntivo, dicono i produttori: c’è chi in Europa, vende il latte ancora a meno. La Lituania per esempio. E non si capisce come faccia. Dunque presidi davanti alle industria casearie e manifestazioni davanti ai supermercati.

Il punto nevralgico in queste ore è Ospedaletto Lodigiano, dove c’è il centro di distribuzione della Lactalis. E un altro presidio è in corso davanti ai cancelli dello stabilimento di Corteolona, in provincia di Pavia.

Il governo ha promesso lo stanziamento di 55 milioni di euro per i produttori di latte. E un primo passo ma non basta dice Andrea Repossini, direttore della Coldiretti di Sondrio. Anche perché in Europa gli obblighi sulla etichettatura e sulla tracciabilità del latte sono molto blandi e i paesi più penalizzati sono quelli che fanno una produzione di qualità. Come l’Italia

Andrea Repossini

Aggiornato martedì 10 novembre 2015 ore 15:40
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