La bandiera dell'Isis
Gli attentati di Parigi

Isis rivendica: “Vendetta per bombe nello Stato Islamico”

venerdì 13 novembre 2015 ore 13:34

Site Intelligence Group, sito di monitoraggio dei gruppi di terrorismo internazionale, pubblica il comunicato con la rivendicazione degli attentati di Parigi da parte di Isis. Il testo è stato diffuso sui canali twitter e telegram legati allo Stato Islamico. Il nome dell’operazione sarebbe: “La prima della tempesta”. “Urgente: Dichiarazione sulla santa invasione di Parigi contro i crociati francesi. Nel nome di Allah, il più grande, il più misericordioso”: questo il titolo del documento di due una pagina, in inglese e in arabo. È il secondo documento, dopo quello diffuso ieri notte dalla rivista dello Stato Islamico Dabiq France, a rivendicare gli almeno 128 morti negli otto attentati di Parigi.

“Nell’attacco benedetto per il quale Allah ha intercesso facilitando il buon esito – si legge nel testo -, un fedele gruppo di soldati del Califfato, possa Allah rendere loro gloria e dare loro la vittoria, si è lanciato, colpendo la capitale della prostituzione e dell’oscenità, portatrice del vessillo delle Croce in Europa”. Secondo la rivendicazione diffusa da Site, gli “attentatori suicidi” sarebbero otto “con cinture piene di esplosivo” e “armati di mitragliatrice”. “Hanno scelto accurate i siti da colpire nel cuore della capitale di Francia, includendo lo Stade de France durante il match tra le squadre dei Crociati tedeschi e francesi, evento nel quale l’idiota di Francia, Francois Hollande, era presente”.

Nel comunicato si legge la spiegazione anche per gli altri luoghi dei massacri. Il Bataclan conference center “dove si raccoglievano centinaia di apostata in una dissoluta festa di prostituzione e in altre aree del decimo e dell’unidicesimo arrondissement allo stesso modo”. Il comunicato si chiude con una minaccia che indica il motivo dietro l’individuazione della Francia come target: “Che la Francia e gli altri che marciano lungo lo stesso percorso sappiano che rimarranno in cima alla lista degli obiettivi dello Stato islamico e che l’odore della morte non lascerà più i loro nasi fino a quando saranno nella compagnia di Crociati nella campagna [contro Isis, ndt] e oseranno maledire il nostro Profeta, la pace e la benedizione di Allah veglino su di lui, e saranno orgogliosa di combattere l’Islam in Francia e di bombardare i Musulmani nella terra del Califfato con i loro areoplani, che non li hanno aiutati nelle strade di Parigi. Questo attacco è il primo della tempesta e una segnale a chi desidera imparare”. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha immediatamente dichiarato che l’allerta sicurezza a Roma per il Giubileo deve essere massima. Roma è infatti nella lista delle città obiettivo insieme a Londra.

A Parigi il 2 giugno si è tenuto il vertice della coalizione anti Isis, il secondo dopo quello dell settembre dello scorso anno. La coalizione è stata lanciata dal presidente degli Stati uniti Barack Obama nell’agosto del 2014. Francois Hollande e il suo ministro degli Esteri Laurent Fabius nell’occasione avevano parlato di “annientare l’Isis”: “Non c’è tempo da perdere”, aveva dichiarato l’inquilino dell’Eliseo. “Siamo di fronte a una minaccia terroristica che riguarda l’insieme dei nostri paesi e dunque il nostro compito è difenderci”, aveva ribadito Fabius a settembre. Pochi giorni dopo l’inizio delle operazioni: gli aerei francesi hanno bombardato in Iraq e in Siria. Prima della Francia è stata la Gran Bretagna a portare i suoi bombardieri sui cieli del Califfato.

La coalizione oggi conta 30 Paesi: Francia, Gran Bretagna,Danimarca, Belgio, Paesi Bassi, Canada, Australia e Giordania sono i Paesi che conducono attacchi aerei in Iraq. Stati Uniti, Bahrein, Giordania, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Canada conducono raid in Siria, dovie, via terra, initervengono le milizie sciite dell’Iran.

Anche la Russia ha varato in settembre un’operazione congiunta con Damasco, sua alleata, contro i miliziani dello Stato Islamico. Motivo per il quale si pensa che l’abbattimento dell’areo russo in Sinai possa essere di nuovo attribuibile ad una guerra dei miliziani che si ispirano all’Isis contro chi fa parte della coalizione.

Aggiornato mercoledì 02 dicembre 2015 ore 19:26
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