FARE IL SUB IN TAILANDIA

Dalla scrivania alla barriera corallina

venerdì 20 novembre 2015 ore 22:16

L’inizio della storia di Matthew è dei più classici: la fine di una relazione importante. Una goccia che si va a sommare ad anni di insoddisfazione per un lavoro che non sente davvero suo.

E dal quale, ovviamente (se no non sarebbe una storia da Pionieri) si licenzia. E parte, per fare il giro del mondo in sei mesi. Viaggio durante il quale prende il brevetto di sub.

Matthew da quella fuga torna, come previsto, per restare.

Dura un anno, non ce la fa, parte di nuovo.

Destinazione Tailandia, Ko Tao per essere precisi. Un’isoletta di 20 km quadrati dove l’attività principale sono le immersioni. E infatti Matthew continua il suo percorso nella subacquea fino a diventare istruttore; fino a farla diventare un lavoro, in pratica. Un lavoro sufficientemente redditizio da permettergli di vivere bene. Quando gli chiedo se consiglierebbe la sua scelta mi risponde: “solo se ti piace vivere in costume e ciabatte, con l’estate tutto l’anno”. Io lo prendo come un sì.

Questa è la storia di Matthew, e che ci crediate o no, potete farlo anche voi.

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Aggiornato sabato 21 novembre 2015 ore 09:45
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