Il magazine dell'Isis

Dabiq: Ecco la bomba che ha abbattuto l’aereo russo nel Sinai

mercoledì 18 novembre 2015 ore 16:20

Ci sarebbe una nuova conferma che l’Airbus 321 russo precipitato nel Sinai sarebbe stato abbattuto dall’Isis. Dopo le ricostruzioni dei servizi segreti russi, ora ci sarebbe una voce interna al fronte dei fondamentalisti. Il magazine di propaganda dello Stato Islamico Dabiq, il primo a rivendicare le bombe di Parigi, pubblica una foto dell’ordigno rudimentale responsabile del disastro. Nello schianto del velivolo, il 31 ottobre, hanno perso la vita 224 persone. Intitolato “Solo terrore”, il magazine online pubblica in copertina la foto di una delle vittime di Parigi, portata via in barella.

Per quanto riguarda l’episodio del 31 ottobre, secondo Dabiq “una bomba sarebbe stata introdotta sull’aeroplano” dopo che i miliziani del Califfato “hanno scoperto un modo per superare la secuirity dell’aeroporto di Sharkm el-Sheikh”. Nella foto che correda il servizio si vede una lattina di Schweppes Gold con un detonatore. Primo obiettivo dell’attentato, secondo il magazine dei fondamentalisti, sarebbe stato statunitense, poi “l’obiettivo è stato cambiato con un aereo russo”. Motivo dell’attacco contro la Russia, ancora una volta, la decisione di bombardare le zone della Siria in mano agli uomini del Califfo. L’attentato “mostra ai russi e a chiunque si allea con loro che non ci sono zone sicure nei cieli e nelle terre dei musulmani, che le loro uccisioni giornaliere di dozzine di persone a Sham (la Siria, ndr) attraverso i bombardamenti porteranno solo calamità e che così come uccidono, saranno uccisi, con la benedizione di Allah”.

Altro tema protagonista del numero, ovviamente, il terrore a seguito degli attentati Parigi. “Otto cavalieri hanno costretto la città a inginocchiarsi”, si legge. Tra le firme del giornale si continua a trovare anche il nome del giornalista inglese John Cantlie, ostaggio dei miliziani dell’Isis dal 2012. Nell’articolo a suo nome intitolato “Cambiare paradigma, parte 2”, il reporter scrive: “Una tregua con le nazioni dell’Occidente è sempre un’opzione per la legge della Sharia”. In chiusura, il giornale annuncia anche l’esecuzione di due ostaggi: si tratta del cinese Fan Jinghui e del norvegese Ole Johan Grimsgaard-Ofstad, “abbandonati da nazioni e organizzazioni kafir (miscredenti)”.

Aggiornato giovedì 19 novembre 2015 ore 09:25
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