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Cacciari: “Vaticano, un vantaggio per l’Italia”

venerdì 20 novembre 2015 ore 00:00

“Il pericolo è reale e gli effetti sono imprevedibili. Ma forse l’Italia rischia meno di altri”.

Massimo Cacciari parla nel corso di un Microfono aperto sulle paure e rischi di possibili attentati in Italia. La sua non è una profezia. E’ l’analisi del pendolo delle possibilità, dei rischi e degli indizi. Intreccia tre voci in particolare: il ruolo dell’Italia sul piano internazionale, la sua scarsa coesione interna e, soprattutto, la presenza del Vaticano.

Quello che per molti costituisce il punto principale di preoccupazione, particolarmente alla vigilia del Giubileo, può invece rivelarsi secondo Cacciari un punto a favore. “Il Vaticano rappresenta una ragione di sicurezza per l’Italia” spiega durante l’intervista. “Attraverso un’azione armata durante il Giubileo, i terroristi si inimicherebbero radicalmente molti settori sunniti, con cui il Vaticano ha rapporti consolidati. Si tratta di settori numerosi, che al momento non sono distanti dalle istanze terroristiche. I fischi allo stadio di Istambul sono un sintomo”. L’analisi, ovviamente, non garantisce la certezza del risultato. “Un attacco contro il Vaticano sarebbe una mossa sicuramente sbagliata, nella logica dei terroristi, ma questo non significa che anche loro possano commettere degli ‘errori’. Noi occidentali ne abbiamo commessi di sciagurati, negli ultimi vent’anni” spiega Cacciari.

Secondo motivo di possibile maggior sicurezza dell’Italia: il suo ruolo defilato sullo scacchiere internazionale. “Il minor peso dell’Italia rispetto a Francia e Gran Bretagna è indubitabile” commenta Cacciari, che alla scarsa disponibilità del Governo ad affiancare Parigi nelle azioni militari attive sul territorio siriano, risponde con un sospiro: “Mi sembra che faccia bene, è un segno di giusta modestia. Se ci mettessimo a bombardare, tutto cambierebbe radicalmente”.

Un possibile punto di rischio per l’Italia, secondo Cacciari, è costituito da un terzo elemento: quella che il professore definisce ‘scarsa coesione’ interna. “Il primo effetto di un attentato in Italia sarebbe lo sfascio generale, il tutti contro tutti, esattamente l’opposto di ciò che avviene in quel grande paese che è la Francia. Questa è l’unica preoccupazione che al momento vedo: che i cosiddetti terroristi possano voler dare, con un attentato, il colpo di grazia al notro paese. Ma, al momento, i possibili vantaggi per loro mi sembrerebbero inferiori ai danni di cui parlavo, rispetto al Vaticano”. E’ il pendolo delle possibilità. Ma Cacciari, durante l’intervista, non parla soltanto di questo.

Ascolta l’intervista a Massimo Cacciari

Massimo Cacciari

 

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Italia: paura di attentati?

Aggiornato venerdì 20 novembre 2015 ore 12:13
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