Cosa sono gli "accolli"?

Il ritorno di Zerocalcare

mercoledì 21 ottobre 2015 ore 05:01

Milano - Sì, è tornato. Il graphic-novelist più prenotato, corteggiato, citato anche da chi lo conosce poco o solo di rimbalzo, reduce dall’ingresso nella rosa dei finalisti del Premio Strega Giovani, insomma star pur se controvoglia, è tornato qualche giorno fa a Radio Popolare, insieme al suo vecchio amico Andrea Cegna.

Dopo avere campeggiato sulle T-shirt di RP per tutta la primavera con il suo lupacchiotto DJ che urla “Daje”, eccolo di nuovo agli onori delle cronache e delle critiche con “L’elenco telefonico degli accolli” (Bao Publishing) Seconda raccolta del blog zerocalcare.it, il nuovo lavoro racchiude 45 pagine inedite in cui l’artista che ha reso la graphic-novel popolare anche fra le pantere grigie, riflette e argomenta sul successo e sulle sue controindicazioni.

Ma cosa sono gli “accolli”, termine romanesco inimitabile? Quelli che non ti stacchi più di dosso, quelli pesanti… quelli che, per esempio, dicono: “Ciao, visto che il mio ragazzo si laurea vorrei regalargli un tuo disegno del suo cane morto quando era piccolo”!

Nello studio di Cult ha raccontato in stile libero degli orrori e delle sorprese dello Strega, della fatica di vivere al centro dell’attenzione, dei viaggi a Kobane e di come non si possa affermare granché sulla guerra se non la si è vista da vicino e magari anche più di una volta, del piacere di ritrovare gli amici dei centri sociali, bacino creativo di Zerocalcare per tanti anni.

Insomma, un’intervista “de core” per questo genio metropolitano che arriva da Rebibbia ma anche dalla Francia, e che sembra destinato a un futuro intelligente e un po’ acido, proprio come certi suoi indimenticabili personaggi.

zerocalcare a cult 2015

Aggiornato giovedì 22 ottobre 2015 ore 15:20
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